Prologo
Il Perfido mi fa:"Stasera andiamo al Buddha Bar a fare l'eppiauar, vuoi venire?"
"Cos'è l'eppiauar?"
"Paghi il drink cinque euri e mangi avvolontà fino alle nove"
"Si può fare"
Festeggiamola questa primavera!
Prima tappa "Il Buddha Bar"
Non ero mai entrato in un Buddha Bar.
Non entrerò più in un Buddha Bar.
Appuntamento anche con Rik, il Frusinate e col Pupazzo.
La cameriera è inorridita di fronte alla mia richiesta di un Negroni da accompagnare alla pasta alla norma e al riso Indiano.
Ma la pasta alla norma che centra col Buddha Bar, la Sicilia mica è in India...
La musica in compenso è orribile, altissima, finto indiana. Formiche finto artistiche alle pareti ma cameriera bona. Sedie pesantissime arredamento di gusto opinabile ma Negroni perfetto.
Mangiamo a volontà su discorsi ancora vacui, ma inizia a delinearsi qualcosa.
"Ce ne andiamo?"
"Dove?"
"Dal Rumeno!"
"Via!"
Il Buddha Bar quà ha aperto un mese fa.
Nel resto dello stivale li stanno chiudendo.
Seconda Tappa "Il Rumeno"
Il Rumeno ha stile.
Capelli lunghi bianchi riuniti in coda di cavallo e baffoni gli donano un aspetto da Biker mitteleuropeo.
Alle pareti, e un po' ovunque, sparsi per il bar, gadget di dracula: L'orologio di legno di Dracula, Il boccale della birra di Dracula, Il quadro del castello di Dracula, il modellino in finto marmo dei canini di Dracula.
Ma in realtà sono le uniche cose esotiche, il resto rimane uno squallido baretto di provincia...il mio ambiente naturale.
Il Rumeno ci prepara dei Bloody Mary con movenze affascinanti e facendo battute in Italiano sghembo.
E' simpatico il Rumeno
La musica spazia dai Deep Purple a Yngwie Malmsteen pasando per zio Ozzie...l'ho detto che è un biker...
E qua la discussione inizia a infiammarsi piano piano, i toni si elevano un poco.
Si parla di Musica Trash.
Infatti mi è venuta voglia di farmi la mia personalissima compilation trash, ma temendo di scordarmi qualche pietra miliare ho chiesto parere ai miei commensali.
La discussione prende quota...
"Andiamo dai Giullari?"
"Via!"
Con malinconia salutiamo il Rumeno.
Terza tappa "I Giullari"
I giullari è un pub Italiano con ludoteca, un posto senza la pretesa di fingersi Irlandese finalmente, non se ne può più di finti pub Irlandesi, quand'è che aprono qualche nuova taverna con i bicchieri in duralex come una volta?
Comunque per compensare la carenza d'Irlanda ci prendiamo una Kilkenny.
E qua, con la complicita della barista la discusiione viene eviscerata in ogni sua sfumatura, saltano fuori nomi dimenticati, o creduti tali, risaltano Alberto Camerini, Umberto Tozzi, Claudio Cecchetto.
Il Frusinate s'inalbera, fa la voce grossa, si alza in piedi "No! Non toccatemi chitarra romana e Claudio Villa, Guai a voi!"
Intanto si riprende con Scialpi, Mango e i Ricchi e Poveri.
"Ragazzi, l'ora è tarda, s'impone la staffa dal Barluccico"
"Via"
Quarta tappa "Barluccico"
Dal Barluccico come al solito ci sono duecento persone fuori col bicchiere di plastica in mano.
Si perchè la seconda domanda che Luccico ti fa è "Fuori o Dentro?"
"Fuori naturalmente, festeggiamola questa prima serata primaverile"
Le duecento persone dal Barluccico sono ovviamente le stesse che incontri di giorno all'università, per cui "Ciao, ciao, ciao,ciao..."
Quà la discussione perde quota, si annaqua nella birra bionda e insapore. I neuroni stanchi per il faticoso lavoro di ripescaggio degli anni ottanta ci costringono a riprendere la strada per casa.
Epilogo
E ovvio, pensi che il peggio sia passato, le membra stanche ti riportano verso il letto e ormai ogni ardore è spento.
Ma ecco.
Nel silenzio si sente uno scoppiettare di un due tempi e una musica UNZ UNZ che lo sovrasta.
Arriva.
Una macchinetta a tre ruote, ribassata, acchittata che viaggia a ottanta all'ora nei vicoletti con dentro un soggetto-cliente del Rumeno con la musica UNZ UNZ appalla....
Ha vinto lui.
Ci si inchina.
Non riusciamo più a dire niente fino a casa.
Gli alberi di cui parlavi
io non li vedo più
l'erba verde in cui correvi a volte
probabilmente non c'è più
Ma le cose cambiano
e con loro anche le persone che
ridono, piangono e assomigliano un pò a te
Umberto Giardini (Moltheni)
E' bello scoprire tardi un artista.
Moltheni non l'avevo mai calcolato prima.
Ho ascoltato "Splendore Terrore" e ne sono rimasto folgorato.
E' stupendo.
Malinconico, mai banale, con la sua voce dinoccolata che cammina in bilico sul pentagramma.
E' anche abbastanza odiato.
Dicono che sia la brutta copia maschile di Carmen Consoli.
Personalmente lo preferisco.
Mi sono procurato pure i vecchi album, così ho potuto apprezzare pure una certa virata verso l'acustico (mi riferisco a "Fiducia nel bene migliore", decisamente più rock).
Dicevo, è bello scoprire tardi un artista, così puoi ascoltare anche gli album vecchi prima che esca il prossimo.
Scusate ma sono un po' impaziente, sta per uscire il nuovo album degli Afterhours e penso di essere più nervoso di una donna che fa il test di gravidanza.
Ah, un'ultima cosa, Moltheni ha una voce molto bella e anche parecchio potente, anche se non sembrerebbe dall'ultimo album.
Vabbé...
L'unica cosa che non capisco è il nome d'arte che ha scelto....
Sul sito si trovano anche Testi e Tabs.
www.moltheni.it
Questo blog può essere considerato un testata giornalistica, visto che ci scrivo a cadenza non fissa ma sempre a cadenza (per gli indiani il tempo come lo intendiamo noi non ha senso, quindi per loro potrebbe essere considerato periodico).
Questo blog può essere considerato periodico perchè anche Vittorio Feltri scrive sul suo periodico e se scrive lui su un mezzo di comunicazione di massa ci può scrivere anche Kotcka...e in effetti già lo fa.
Questo blog non ha idea di cosa dica la legge n. 62 del 7.03.2001 quindi ci si pulisce la home page.
Questo blog sviluppa gli organi indispensabili alla vita (ci sono post che fanno due palle così...).
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Questo blog non può essere considerato testata atomica perchè non nasconde uranio (nemmeno di quello povero che l'italia parcheggia in Jugoslavia).
Questo blog mette le mani avanti sopratutto se la stanza è buia altrimenti inciampa.
Non fatevi coercidere, se mettete le mani avanti state già inconsapevolmente accettando il fatto che prima o poi i blog dovranno essere supervisionati, catalogati e quindi censurati.
Ahug!
Non so cosa aspettarmi da "Biancosporco" il nuovo album dei Marlene Kuntz.
In realtà non mi aspetto nulla.
ci sono state settimane, in passato, in cui non ascoltavo altro, erano stati una folgorazione, cantato non banale in italiano su note dissonanti...il massimo che potessi aspettarmi...presentati dai CSI che all'epoca non amavo come ora.
Ho chiuso l'ascolto con loro con "Che cosa vedi".
Ma non è che mi dispiacesse il "lato commerciale" che avevano preso con Skin, anzi, mi dispiaceva il totale cambio di direzione, l'abbandono dei toni aspri che li caratterizzavano così bene.
Ho avuto modo di ascoltare (preudenzialmente prima di comprarlo) "Fingendo la poesia",l'ho trovato imbarazzante.
La cover di Paolo Conte, la stupenda "alle prese con una verde milonga", perde tutto il tono drammatico e si riduce ad una canzonetta ridicola.
Certo loro sono liberissimi di seguire il loro estro artistico nella direzione che meglio credono, ma anche io sono liberissimo di spendere venti euro in maniera diversa.
Ho letto qualche recensione "promettente" di Biancosporco, ma non mi faccio ingannare.
Ascoltare poi discuterne...
Comunque, sia il titolo che la copertina mi fanno abbastanza schifo...
Non mi incoraggia all'acquisto neppure l'abbandono di Dan Solo.
Spero sempre di ricredermi e comunque prometto che lo ascolterò senza pregiudizi.
Forse semplicemente Io e Marlene abbiamo preso strade differenti.