Alcuni luoghi ci fanno da genitori, si legano a doppio filo a noi anche se non vogliamo, a volte si odiano...ma solo dopo averla scritta mi rendo conto che questa frase suona un po' come la morale scorreggiona che accompagna ogni fine di episodio di "Grey's anatomy".
Ho passato i primi tre anni della mia vita a Cagliari, e ancora oggi la vedo come casa.
Ho passato a Viterbo quasi sei anni, che hanno creato un cordone ombelicale che ancora non riesco a tagliare (non voglio o non riesco?), poi mi sono laureato, un mercoledì, e il venerdì già avevo caricato tutto il mio bagaglio e le mie foto su un furgone per traslocare e allontanarmi di trecento chilometri.E si, anche a Viterbo ci vedo una casa anche se non vorrei.
Ecco che mentre pensavo di essermene liberato, ci ho trovato lavoro (fortunatamente a tempo).
Forse ho lasciato qualcosa di irrisolto.
Devo solo scoprire cos'è.
Oggi andrò a correre e inizierò a mordere la strada con Malagueña Salerosa nelle orecchie, perché mi gira così.
un ciddì: Beastie Boys - Ill communication (1994)
Quest'anno la storia tende a ripetersi,
Di nuovo mi aspetta la montagna abruzzese a quanto pare.
Di nuovo mesi estivi su e giù dai monti.
Non avrei di che lamentarmi, soprattutto per i posti, se non perché dovrò fare due lavori a trecento chilometri l'uno dall'altro...e entrambi a trecento chilometri da casa....in poche parole dedicherò cinque giorni all'uno e due all'altro per tre mesi circa e a casa tornerò a settembre...forse.
Nomadismo forzato...lo scorso anno ho dormito per sei mesi per non più di cinque giorni consecutivi nello stesso letto...manco fossi un fuggitivo.
Non c'è verso di trovare un lavoro che mi permetta di tornare a casa ogni giorno a meno di buttare una laurea alle ortiche.
Ma non si era usciti dalla crisi?
un ciddì: Grinderman - Grinderman (Mute,2007)