martedì, 26 giugno 2007

Il teatro degli orrori

Avevo intenzione di scrivere qualcosa su quest'album e su questi quà.
Ma non è decisamente il caso.
Si presentano come salvatori del rock italiano.
Lascerò che leggiate quanto segue, poi ascoltatela su myspace.
Se non siete d'accordo parliamone, ma io era dai tempi gloriosi di catartica che non venivo scosso così.
Non riesco a smettere di ascoltarli, vi prego aiutatemi, maledetti bastardi.
Non ora.

Compagna Teresa

Guardami negli occhi e poi
Dimmi:"non mi prenderanno mai"
Dimmi che c'è ancora posto nel tuo cuore
Dimmi dove e quando io ci sarò
Prendimi per mano
Noi cambieremo il mondo come vuoi
Cambieremo vita libera e felice
Dimmi dove e quando io ci sarò
Teresa, rincorrere i sogni ci ha sempre portato fortuna
Teresa, quanto vorrei amarti solitudine
Guardami negli occhi e poi
Dimmi che non mi permetterai
Di lasciarmi andare o di dimenticare
Dillo pure a tutti io ci sarò
Rincorrere i sogni ci ha sempre portato fortuna
Quanto vorrei amarti
solitudine
Compagna Teresa ogni giorno ci porti la vita
Teresa non mi sfotti e corri più forte

Più forte che puoi
parlami Teresa dimmi
dimmi che non è sangue
il sangue che vedo
che ti scorre tra i fumi stringimi le mani noi
noi cambieremo il mondo
lo faremo come
volevi tu
ma quanto sei bella Teresa
lo sai con te muore
ciascuno di noi

Teresa non piangere
Teresa
Rincorrere i sogni ci ha sempre portato fortuna
Teresa

Quanto vorrei amarti
solitudine

Dolce solitudine
solitudine
dolce solitudine

un sorso di cheo alle 20:18 | link | commenti (5)| commenti (5) pop up
venerdì, 22 giugno 2007

C'è sempre di peggio

Per esempio, odio chi apre le virgolette con le dita, lo odio con tutto me stesso, ma allora cosa dovrei fare a chi fa pure il punto interrogativo?
Odio il nuovo barista del bar luccico che ha visto troppe volte "cocktail" con Tom Cruise, ma cosa dovrei fargli allora quando ti butta addosso il ghiaccio nelle sue maldestre performances?
Odio la resaca, ma allora cosa dovrei fare a me stesso la sera prima?

un ciddì (post resaca): Aphex Twin - Melodies from Mars (Aphex Twin (white) - 1995)

un sorso di cheo alle 10:09 | link | commenti | commenti pop up
lunedì, 11 giugno 2007

andavo a cento all'ora

andavo a cento all'ora
per trovare la bimba mia
ye ye ye ye ye ye ye ye

ma non immaginavo
che ci fosse l'autovelox
ye ye ye ye ye ye ye ye

e che quei simpaticoni
del comune di Spoleto
ye ye ye ye ye ye ye ye

avessero imboscato
un limite a 40 Km/h
ye ye ye ye ye ye ye ye

così la mia patente
per un mese sequestrata
ye ye ye ye ye ye ye ye

solo per rimpinguare le
casse comunali di Spoleto
ye ye ye ye ye ye ye ye

che si sono accontentate
di 400 euro
ye ye ye ye ye ye ye ye

e tutto quel che spero
in questo momento
ye ye ye ye ye ye ye ye

è che venga giù
la frana di Spoleto
ye ye ye ye ye ye ye ye

travolgendo in particolare
comune e vigili
ye ye ye ye ye ye ye ye

che precipitando a più di 40 all'ora
supereranno i limiti consentiti
ye ye ye ye ye ye ye ye


testo : cheo
musiche: Morandi

un ciddì: Gianni Morandi - Gianni Morandi (1963)


un sorso di cheo alle 09:58 | link | commenti (2)| commenti (2) pop up
lunedì, 04 giugno 2007

Terrore sulla E45 - la figlia di Samara -


(Horror sudcoreano - atto unico)


Il ragazzo (in realtà un ometto) era da due ore e mezzo abbondanti alla guida di una macchina verde, che aveva affettuosamente ribatezzato Gringa.
Era concentrato nell'ascolto di "Body movin'" dei Beastie Boys.
Non c'era molto da fare, quando entrava in fissa con un gruppo lo ascoltava per giorni.
Il caldo afoso gli stava causando cali di attenzione e Cesena era ancora lontana.
"Autogrill a 1500 m", recitava il cartello, consunto dal sole e dalle piogge torrenziali dell'appennino.
-Ok Gringa, si fa una pausa.-
Gli capitava spesso di parlare alla macchina, e forse, non si sarebbe stupito troppo un giorno nel sentirla rispondere.
Nel parcheggio spense, come suo solito, prima il motore e poi lo stereo.
Entrò nell'autogrill, identico a tutti gli altri autogrill da superstrada.
La cassiera aveva lo stesso entusiasmo che avrebbe pestando una merda di cane mentre gli proponeva:
-Vuole provare il caffè aromatizzato alla vaniglia, o al cardamomo, o all'ascella di Shrek?
-No, cara la mia entusiasta cassiera iterinale, solo caffè, nero, bollente e possibilmente vivo, che salti dalla tazzina direttamente alla mia bocca.
Ah si, e anche un bicchiere d'acqua.-...ma questo il ragazzo lo pensò e basta...
[Come nei migliori film la scena continua in esterno, immaginiamo che il ragazzo abbia bevuto il suo caffè e abbia fatto la pipì nell'orribile cesso che caratterizza tutti gli autogrill di tutte le superstrade].
Il ragazzo mise in moto la sua Gringa, prima di accendere lo stereo questa volta.
Ma sentì un rumore che non gli piacque per nulla.
Percorse cento metri nel parcheggio  e accostò.
-Caz, mi sa che la marmitta si è sganciata...
Scese e diede un occhiata ai giunti della marmitta, sotto il posto di guida, ma niente, non c'era nulla di strano.
Poi il suo sguardo si spostò sulla marmitta.
La sua maglietta si impregnò in un'istante di sudore freddo.
Le pupille si dilatarono e dalla bocca uscì un sommesso:
-Oh merda!- (Eh si, il nostro eroe è un po' sboccato, ma si sa, è colpa della tv).
Da un punto imprecisato del retro della marmitta, celato dai tubi, spuntava qualcosa di orribile e spaventoso: dei lunghissimi capelli neri a tratti rappresi!
Il ragazzo si alzò in piedi visibilmente pallido.
Aprì il cofano e indossò dei guanti da lavoro, non del tutto convinto di quello che stava per fare, era visibilmente scosso e si muoveva a scatti, un possibile testimone oculare al processo lo avrebbe inchiodato.
Si mise prono, sporcandosi i jeans e la maglietta nera.
Tirò via un ciuffo di quei capelli con qualcosa che sembra essere cuoio capelluto con un'espressione di forte raccapriccio in volto.
Fu un'istante.
In quell'istante (stiamo parlando di decimi di secondo) si accorse del buco nella marmitta, si accorse che quelli che sembravano capelli erano in realtà fibre artificiali che solitamente stavano dentro il corpo della marmitta, così come il cuoio capelluto era in realtà una pasta nerastra.
Il ragazzo si alzò, si tolse i guanti il tutto ridendo e imprecando contro vari dei e religioni, concludendo la sua prenotazione alla dannazione eterna con un "Vaffanculo!", così sentito e così intenso che se ci fosse stato un pubblico avrebbe applaudito.
Il ragazzo tornò in macchina.

Accese lo stereo, cambiò ciddì, e mise su quello che gli sembrava più appropriato (Il cadavere spaziale interpretata da Elio e le storie tese, perché una cosa bisogna dirla, il ragazzo era autoironico).
Proseguì il viaggio...solo dopo una mezz'ora una mano esile e sporca di nero, sbucata da dietro il sedile, lo afferrò alla gola... (to be continued).


La storia è  stata liberamente tratta da fatti realmente accaduti.
Non è stato fatto male a nessun animale per scrivere questo post.


un ciddì: Shellac - Excellent Italian Greyhound (touch&go - 2007)


un sorso di cheo alle 16:25 | link | commenti | commenti pop up