Negli ultimi giorni ho optato per la biblioteca.
Dovevo fuggire da quel buco maleodorante e senza finestre (no, non sono in carcere e quindi no, normalmente non abito una cella di rigore, anche se ci assomiglia).
Dovevo fuggire dal mio desiderio non recondito di uccidere
fisso.
Il bibliotecario ha la faccia più triste del mondo.
Il ritratto non rende, ma negli occhi ha un che di Giacomo Leopardi.
Eppure una volta, giuro, l'ho visto sorridere...ma solo con le labbra.
Anche la bibliotecaria è triste, forse perché il bibliotecario è troppo triste per accorgersi di lei, o forse hanno in atto una gara di tristezza.
Voglio farmelo amico, il bibliotecario, e con lui vivere il grande sogno della mia vita:
pogare "finché la barca va" ad un concerto di Orietta Berti.
Magari gli fa bene.
un ciddì: an albatross - The An Albatross Family Album (Eyeball Records, 2008)
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Tornerò in Sardegna a votare.
E voterò per Soru.
Non è una scelta partitica, ma solo politica.
Ritengo Soru l'unico politico in Italia non affetto da alzheimer, l'unico non affetto da obsolescenza del pensiero politico, l'unico che abbia le idee chiare e che soprattutto l'unico che le abbia attuate. L'unico dibattito che è stato capace di fare il suo avversario è l'insulto e la denigrazione, poi per fortuna Berlusconi ci ha messo del suo, abbassando i toni e svelando finalmente
il mistero dei Nuraghi.
L'alternativa è consegnare le mani ad un cretino che speculerà sulla mia isola.
Per questo investirò i miei soldi per tornare a casa per 24 ore, il tempo di entrare nel seggio ed evitare di ipotecare il futuro dell'unico posto al mondo che riesco a chiamare veramente casa.
Per favore, utilizziamolo questo scampolo di quella che sembra essere una democrazia...e mi costa davvero chiederlo visto che sono un promotore dell'astensionismo totale.
Per favore.
un ciddì: the pipettes - we are the pipettes (2006)
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