lunedì, 30 marzo 2009

strozzapreti alla cheo

Ingredienti per 4 persone o per due persone affamate o per 2 persone che usano scaldare la pasta del giorno prima:
-Mezzo chilo di strozzapreti (pasta secca);
-250 gr. di funghi misti (tipo quelli della coop con funghi porcini);
-mezzo radicchio (solo la parte tenera);
-30 gr. di noci (su non offendete la vostra intelligenza, ovviamente sgusciate e pulite no?);
-50-80 gr. di mozzarella di bufala;
-50 gr di gorgonzola;
-50 gr di squaquerone.

Preparazione
Preparare un soffritto d'aglio, avendo cura di lasciarlo intero e di eliminarlo dall'olio prima che brunisca.
Aggiungere le noci tritate non troppo fini (qualche pezzetto grossolano fa piacere).
Lasciare per un po' e poi aggiungere i funghi ancora surgelati.
Quando i funghi sono quasi cotti aggiungere il radicchio.
Salare pepare e nocimoscare a piacere.
Può essere necessario aggiungere acqua, ma sconsiglio il vino che coprirebbe troppo il sapore.
Nel frattempo iniziate a far bollire l'acqua per gli strozzapreti, ma lasciarli al dente, è importante.
A cottura ultimata versare gli strozzapreti e il condimento in una teglia bella larga.
Lasciare riposare una mezz'ora.
Ne l frattempo preparare i formaggi amalgamandoli tra loro per bene.
Unirli agli strozzapreti dopo il riposo e infornare in forno già caldo, quanto basta (non troppo senò si asciuga).
Si può riscaldare fino a due giorni dopo la preparazione senza lasciarci le penne.

un ciddì: Future of the left - curses (Too pure, 2007)
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un sorso di cheo alle 13:20 | link | commenti (3)| commenti (3) pop up

il mio testamento biologico

Se dovessi un giorno trovarmi nella posizione in cui non possa più esprimere le mie volontà sul destino della MIA vita e del MIO corpo, oggi,  in pieno possesso delle mie facoltà mentali prescrivo quanto segue:

1-Se sono in coma con elettroencefalogramma piatto o ridotto ad un vegetale che sbava e sorride senza costrutto capace solo di mandare giù cibo, uccidetemi, senza farmi morire di fame e sete, basta staccare la fottuta spina del respiratore o farmi una potente dose di aria in vena, casomai fossi così tosto da respirare autonomamente.

2-Se servisse qualche pezzo del mio corpo usatelo pure per trapianti o per la scienza basta che non mi cloniate...una vita basta e avanza.

3-Niente funerali in chiesa, please, e se possibile, niente sepoltura in terra consacrata. Ho delle volontà ben precise: preferirei non essere cremato per evitare di contribuire all'inquinamento globale, se fosse possibile preferirei essere sepolto nudo nella nuda terra senza bara, sotto un albero di tasso, ma stando ben attenti a non danneggiarne le radici.

un ciddì: Mclusky - My Pain and Sadness is More Sad and Painful Than Yours (Fuzzbox, 2003)
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un sorso di cheo alle 12:58 | link | commenti (1)| commenti (1) pop up
lunedì, 23 marzo 2009

stiracchio

La cosa migliore da fare il lunedì mattina...allungare le proprie membra fino ad uno scrocchio muscolare e articolare.
La sensazione di benessere prodotta è pari a quella di mezzo caffè amaro.
Il problema è che a fine mattinata, la sensazione di benessere va scemando e resta solo la sonnolenza tipica da lunedì mattina.
Puoi bere quanti caffè vuoi, ma il lunedì mattina finisce solo martedì mattina.
In genere il lunedì mattina arrivano anche stormi di paduli freschi freschi, delle primizie praticamente.
Ecco, i lunedì mattina primaverili sono di gran lunga i peggiori dell'anno, la mole di lavoro si accumula in maniera proporzionale alla persistenza del sole sulle nostre teste, e gli uccellini che ritornano a frotte hanno maggiori probabilità di cagarti in testa.
Certo, finalmente la giornata poi finisce, ma le energie te le ha strappate tutte la mezza stagione.
C'è solo l'enegia residua per bere un negroni.
Odio la primavera.

un ciddì: einstürzende neubauten - halber mensch (some bizzare records, 1985)
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un sorso di cheo alle 11:08 | link | commenti (1)| commenti (1) pop up
lunedì, 16 marzo 2009

argh

ho passato l'ultima settimana al piccì, davanti a tabelle, ora vedo la matrice universale attorno a me. Tra pillola rossa e pillola blu ho scelto lo sciroppo verde.

un ciddì: stereo - somewhere in the night (minimal wave, 2009)
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un sorso di cheo alle 12:25 | link | commenti | commenti pop up
lunedì, 09 marzo 2009

come vincere il tedio domenicale senza farsi tentare dalla messa

Mi sono svegliato con comodo.
Alle 11.
Ero stanco e ho lavorato pure sabato.
Ma la domenica si sa, è difficile.
Allora ecco come passare una domenica in casa divertendosi:

1.Il Gioco dell'allarme.
Il gioco dell'allarme è un gioco improvviso.
Nel senso che apri il cassetto delle mutande e ti accorgi all'improvviso che ti sono rimasti solo un paio di boxer puliti.
Rossi.
Con Bugs Bunny.
E la scritta: "è qui la festa. no?" (no, non è un refuso purtroppo...è testuale)
Per cui via, lavatrice d'emergenza.
Vince chi piuttosto che mettersi gli imbarazzanti boxer di fine cassetto preferisce stare senza biancheria intima tutto il giorno.

2.Il Gioco del "Butto, non butto".
É un gioco molto antico, giocabile ovunque, da soli o in compagnia.
Io in genere lo gioco così: apro i cassetti e l'armadio. Metto tutti i vestiti sul letto per ripiegarli bene (visto che di solito li piego col metodo veloce e pratico detto "dell'avvolgimento repentino").
Mano mano che ripiego le cose, decido cosa buttare e cosa no.
Ad esempio mi chiedo:
"É utile avere 15 magliette nere bucate da usare in bosco?"
"É utile conservare 13 calzini spaiati tra cui un gambaletto da donna di cui ignoro l'origine?"
"É utile conservare boxer talmente slabbrati che mi serviranno solo quando peserò trenta chili in più?"
E così il gioco ha inizio.
Il mio è durato due ore circa.
Lo si può giocare pure in treno, basta aprire il portafoglio.
Al termine di questo gioco ho liberato la mia stanza di circa 10 chili di roba.
Vince chi resiste alla tentazione di buttare il fantasmino spaiato bianco senza elastico.

3. Il Gioco dei sapori.
É  un gioco rischioso. Bambini non provatelo a casa.
Si apre il frigo e si assaggia quanto rimasto dopo due settimane di assenza per sentire che sapore ha.
In pratica assomiglia al "Butto, non butto", solo che il rischio da quel non so che di adrenalinico al tutto.
In più volendo si può sciegliere di tenere le pietanze in frigo per un'altra settimana per la cusiosità di sentire l'evoluzione organolettica.
Vince chi resiste senza vomitare o senza farsi accompagnare al pronto soccorso.

Vi accorgerete di aver passato in questo modo dalle quattro alle sei ore della giornata.
Se non siete ancora soddisfatti, potete sempre dedicarvi a pulire bagno, cucina e a lavare la lana.
Cena fuori.

un ciddì: Blue Cheer - Vincebus Eruptum (Polygram, 1968)
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un sorso di cheo alle 00:07 | link | commenti (1)| commenti (1) pop up
venerdì, 06 marzo 2009

il paese strano

Accade nel paese strano, che un reo confesso di stupro venga scagionato completamente dal DNA e che poi ritratti tutto. Mi ricordo che l'anno scorso,in Algeria mi raccontarono un fatto analogo e che a quanto mi disse chi lo raccontava, tutto ciò faceva parte di una precisa strategia del governo...ma no, è dietrologia spinta, figurati, queste cose succedono solo nei paesi totalitari....
Accade nel paese strano, che in uno dei più bei posti del mediterraneo, la MIA terra, si decida sottobanco di metterci qualche centrale nucleare, così giusto per essere anacronistici fino in fondo.
Accade nel paese strano, che non ci sia bisogno di violenza per arrivare alla dittatura, al contrario, è il popolo a volerla, ben contento, con tutte le cosacce che dicono in televisione, del resto...
Accade nel paese strano, che Luca abbia una vita estremamente interessante, i posteri fra 2000 anni si interrogheranno su questo...ci saranno studenti che dovranno tradurre i testi nella loro lingua e dovranno dare interpretazioni sul perché diversi autori dell'epoca ne abbiano cantato le gesta...
Accade nel paese strano, che ci viva pure io ...e qua mi viene in mente una rima che non riporto... se volete indovinarla provateci nei commenti...

un ciddì: squarepusher - just a souvenir (warp, 2008)
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un sorso di cheo alle 18:03 | link | commenti (2)| commenti (2) pop up
lunedì, 02 marzo 2009

una pausa

Le pause a volte sono cattive.
Ti apri una bella bolla in cui i neuroni si staccano.
Ti apri una bottiglia di vino.
Stai con chi vorresti stare.
Vai pure a salutare il vecchio Torquato.
Stai bene, che è importante.
E poi basta, torni a stare normale.
Ed è allora che ti accorgi che stare normale non è stare bene.
E pensi.

un ciddì: sunn o))) - monolith & dimensions (2009)
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un sorso di cheo alle 00:18 | link | commenti (1)| commenti (1) pop up