lunedì, 27 aprile 2009

ventiquattro

Come i numerologi del Maurizio Costanzo show dei tempi migliori ecco la mia visione delle ultime ore:
Venerdì mi sono imbarcato per tornare in Sardistan.
Sul calcolatore elettronico portatile mi sono visto 6 episodi di "Ventiquattro" (Tra l'altro storia debole, recitazione pessima, sceneggiatura scritta col ctrl+C/ctrl+V lasciando gli errori di ortografia): 6*4=24.
Dodici ore di viaggio all'andata e dodici al ritorno: 12*2=24.
Ventiquattro ore coi miei: 24=24.
12 Ore passate a dormire a casa, sonno profondo che valeva per due: 12*2=24.
12 Bicchieri di birra con Ignazio: 12*2=24.
Settantadue pagine di libro lette: 72:3=24
24*6=144,, ovvero 12 al quadrato.
Ventiquattro pure le bugie che ho scritto in questo post per far quadrare i conti.

un ciddì: crocodiles - summer of hate (2009)
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un sorso di cheo alle 13:25 | link | commenti | commenti pop up
domenica, 26 aprile 2009

alla faccia dei lumbard

A Palermo io e E eravamo al bar, seduti su due cassette di plastica per strada. Avevamo fame. Abbiamo fatto due passi e siamo andati in un piccolo negozietto discreto, male illuminato. Al bancone c'era una signora di colore nera, mooooolto grossa. Gli avventori visibili erano solo neri, ma si intravedeva un'altra stanza sullo sfondo con tavoli e sedie.. Sul bancone due vassoi, uno pieno zeppo di pesce arrosto, l'altro pieno zeppo di coscie di pollo. Abbiamo chiesto un piatto di riso con salsa rossa dal contenuto indefinibile attinti da pentole in alluminio tutte bozzate. Il piatto è enorme, il riso è ottimo e il costo è un euro...
Forse il posto non è pulitissimo, forse non tutte le norme igieniche sono rispettate, ma è un negozio onesto, schietto, vedi quello che è, e se vuoi puoi uscire senza comprare nulla. Sono stupito, negozi così non ne ho mai visti in Italia, e sono felice che ci sia e il riso non mi era mai sembrato così buono, lo  abbiamo consumato al bar sulle nostre cassette di plastica con una bottiglia di vino.
Stavo bene.

Ho fatto i lavori più strani quando ero studentello.
Ma mai il cameriere.
Solo una volta ho fatto il lavapiatti in un ristorante molto chic e mooolto caro.
Ero nel pieno del lavoro quando sento un frastuono....il cuoco aveva colpito una pentola buttando per terra circa un chilo di carne a spezzatino. Il pavimento era bello zozzo, e non a causa della carne.
Il cuoco con gesti consumati prende la paletta dell'immondizia, la sciaqua sotto il getto d'acqua velocemente raccoglie la carne da terra con le mani a mo di scopa sulla paletta, poi rovescia il contenuto nella pentola e come se niente fosse continua a cucinarla.
Chissà quanto facevano pagare un piatto di riso...

Quando si inizia a limitare la libertà su come consumare il cibo e le bevande direi che il paese sta veramente diventando triste e abitato da gente triste,ma si sa la vera notizia non è la graduale limitazione delle nostre libertà, la vera notizia importante sono i pirati somali che attaccano gli italiani.
(2 domande: se c'è crisi com'è che gli italiani vanno in crociera; e come si permettono, i somali di fare i pirati dopo che noi gli abbiamo offerto l'opportunità di prendersi tutti i nostri rifiuti tossici per dieci anni?.....ingrati!!!)

un ciddì: shit and shine - cunt with roses (noisetar, 2007)
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un sorso di cheo alle 14:04 | link | commenti (1)| commenti (1) pop up
venerdì, 24 aprile 2009

lavaggio e risciacquo

E si è dottorata.
E mentre ero in aereo di ritorno da Palermo, (quand'é che mi ci trasferisco?), mi chiedevo se G, coinquilina perfetta, (attenzione, piaggerìa tagliente) avesse avuto la bontade di stendere la lavatrice preparata e avviata e dimenticata prima della mia partenza. Mentre mi chiedevo questo mi sono reso conto all'improvviso che il nostro sistema scolastico è sbagliato fin dalle fondamenta.
Inizi all'asilo e alla scuola materna.
Qua al cucciolo d'uomo viene insegnato fondamentalmente a rapportarsi agli altri bambini.
Ma il metodo secondo me è assolutamente sbagliato!
Voglio dire, ai bambini viene insegnato a giocare assieme, a dividere i giocattoli, dandogli l'illusione che un domani dividendosi i compiti staranno bene tutti, e che se ti accontenti di giocare con la macchinetta che ha tre ruote anziché quattro, nessun bambino verrà a romperti i coglioni. E i bambini prepotenti iniziano presto invece a capire che il mondo sarà loro, basta colpire più forte....
Ognuno ha il suo piatto di cibo, dando l'illusione che comunque andrà la tua vita, avrai comunque la tua parte, stai tranquillo...
Il metodo giusto secondo me sta invece nel farli mangiare dallo stesso piatto, a gruppi di tre o quattro, insegnarli a dividere il cibo tra loro è l'unico modo per fargli capire che le risorse che ci sono vanno divise, solo così potranno imparare a dividere veramente i giocattoli...

un ciddì: aphex twin - i care because i do (warp, 1995)

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un sorso di cheo alle 10:55 | link | commenti (2)| commenti (2) pop up
domenica, 19 aprile 2009

così tante cose da fare e così poco tempo per farle

Non sono assorbito dal lavoro, ne sono completamente sopraffatto, e mi dispiace di non poter dedicargli più tempo perché faccio cose che comunque mi piacciono, ma che avrebbero bisogno di maggiore cura e attenzione, poi ogni tanto mi cibo, ma ormai sono quasi tre mesi che mangio solo fuori casa e quasi solo pizza, poi ci sono le relazioni pubbliche e private da tenere, ci vuole pazienza e costanza, ma soprattutto tempo, poi ogni tanto mi lavo, poi ho bisogno di distrarmi così mi ritrovo a spararmi Lost da mezzanotte alle due o i peggiori film dell'orrore dagli anni 30 ad oggi, poi se resta tempo dormo, poi se riesco a fermare il tempo giuro che riordino pure la stanza..ma cosa cazzo giace all'ombra della statua?
 
Intanto tanti auguri al mio blog che ha compiuto ventimila accessi di cui almeno la metà da parte mia, le fabbriche di mouse mi mandino un mazzolino di fiorellini, grazie.

un ciddì:  the quantic soul orchestra - tropidélico (tru thoughts, 2007)
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un film: 13 - Tzameti (Géla Babluani, 2005)

un sorso di cheo alle 21:44 | link | commenti | commenti pop up
sabato, 18 aprile 2009

resaca

Beck's® beer a casa. tanto per lavorare un po' più motivato, almeno fino alle 23.
Sambuca bum bum, così, per rompere il ghiaccio.
Agricola (tequila e kalua shekerati in bocca con gran finale di arancia e zucchero di canna), per levare il saporaccio di antibiotico della sambuca.
Vodka, per continuare la serata salendo di gradazione in modo responsabile.
Assenzio, perchè quando si è coglioni bisogna esserlo con coerenza.
La mia testa è come un soggiorno il giorno dopo una festa hardcore.

update: Mi ha detto G che in realtà la buonanotte l'ho data col rhum, ma fa parte della sezione "amnesia"...
update 2: Mi ha detto G che ho parlato inglese durante tutta la sezione "amnesia".
update 3: Mi ha detto G che durante la sezione "amnesia" ho cercato di convincere una sua amica, che non conosco, di essere mia cugina
.

...continua?


un ciddì: melt banana - speak squeak creak (1994)
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un sorso di cheo alle 10:50 | link | commenti (2)| commenti (2) pop up
giovedì, 16 aprile 2009

Il Teatro degli Orrori - Roma, Circolo degli artisti (15-04-2009)

É vero, nel 70% dei pezzi hanno sbagliato l'attacco e i pezzi erano un po' troppo veloci.
É vero, Pierpaolo Capovilla ha stonato ripetutamente.
É vero pure che l'acustica del circolo è una merda e quindi probabilmente non si sentivano tra di loro.
É vero, però, che dal vivo sono uno spettacolo, teatrale.
Pierpaolo Capovilla è un vero frontman, recita, è un personaggio che regge la parte con una professionalità impressionante.
Ho seguito il concerto da sotto il palco mischiato a sedicenni sudati e puzzolenti, in mezzo al pogo.
Avendo il doppio della loro età ho dovuto pogare per due e puzzare per due.
Sorpresa, io e i miei conpoganei ci siamo trovati il Capovilla addosso per ben tre volte mentre attaccato al microfono continuava imperterrito a cantare (imperterrito è un aggettivo mi veniva spesso attribuito nelle note sul registro al liceo).
Due pezzi sono stati presentati come nuovi, ma niente che vada fuori dal loro seminato, troppa confusione per poterli apprezzare veramente, aspetto che vengano messi nero su bianco.
Andate a vederli, sono una vera rock'n roll band come non se ne vedevano da troppo tempo, e sul palco danno veramente tutto, a dispetto del pubblico romano che come sempre è una merda (gente che chiacchera durante il concerto e che va e viene come fosse al supermercato....ma che cazzo ti chiaccheri, non puoi aspettare un'ora per sapere cosa fare dopo?)
Il concerto è durato un'ora e mezza circa di sudore, fatica, urla, imperdibili espressioni facciali (apprezzabili solo a pochi metri),  dopo l'animalesco assolo di batteria finale con cui si è chiuso il concerto, se ne esce felici. Strada. Doccia. Letto.

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un sorso di cheo alle 15:05 | link | commenti (2)| commenti (2) pop up
mercoledì, 15 aprile 2009

Mulatu Astatke & The Heliocentrics - Roma, Circolo degli artisti (09-04-2009)

Ladies and gentlemen, Mulatu, finalmente!
Dire che è stato un concerto generoso non rende adeguatamente giustizia agli uomini che sul palco hanno veramente sudato.
Gli Heliocentrics hanno interpretato i pezzi di Mulatu senza togliere niente alla poesia originaria e regalandogli pure un po' di fresco.
La "Broken flowers suite", non poteva lasciarmi indifferente, tutti i pezzi che hanno fatto da colonna sonora al film (che ho amato) suonati uno appresso all'altro, dilatatissimi, lunghi, belli.
Un viaggio.
Un concerto che per intensità e capacità poteva finire dopo un'ora e invece è durato due ore abbondanti.
Era da tempo che non sentivo un concerto così bello in ogni suo aspetto, sono andato a dormire stanco, sudato e felice. Il modo migliore per iniziare un fine settimana lungo.
Ci sono stati anche alcuni pezzi dei soli Heliocentrics, che mi hanno incuriosito ma che non conoscendoli non ho potuto apprezzare appieno, ero troppo concentrato sui pezzi di Mulatu...colmerò la lacuna.

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un sorso di cheo alle 11:54 | link | commenti (1)| commenti (1) pop up
giovedì, 09 aprile 2009

ci si legge

Vado via qualche giorno in occasione della santissima pasqua.
Il riflesso lontano del terremoto si sente pure qua, niente di paragonabile all'Abruzzo, ma abbastanza da tenermi sveglio.
Spero di tornare di umore migliore.
Questo paese è morto e la causa non è certo il terremoto.
Chissà quanti giorni ci vorranno per la resurrezione.

un ciddì: no age - nouns (coalition, 2008)
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un sorso di cheo alle 14:13 | link | commenti | commenti pop up
lunedì, 06 aprile 2009

quello che i sismografi non dicono

Il letto ha vibrato forte.
Mi sono svegliato pensando di aver sognato, ma ancora tremava tutto....
Quando ha smesso ho provato col culo a muovere il letto ma non era paragonabile (la casa è vecchia con soffitti e pavimenti in legno).
La mia coinquilina G.. sveglia pure lei mi conferma la scossa.
E chi dorme più?
Mi sono messo a pensare fitto fitto.
E ho pensato che il modo migliore per avere poteri forti in mano ad un unica persona sono solo tre:
1-Colpo di "stato";
2-Catastrofe "naturale";
3-Attacco "terroristico".
E allora si, che ho avuto davvero paura....
Ma la prima domanda stamattina è stata:
PERCHÉ BERTOLASO É ANCORA A CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE???
PERCHÉ NON VIENE PROCESSATO?

un ciddì: mono - hymn to the immortal wind (temporary resistence, 2009)
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Never Forget Don Bastiano: "E voi, massa di pecoroni invigliacchiti, sempre pronti a inginocchiarvi, a chinare la testa davanti ai potenti! Adesso inginocchiatevi, e chinate la testa davanti a uno che la testa non l'ha chinata mai, se non davanti a questo strummolo qua [la ghigliottina]! Inginocchiatevi, forza! E fatevi il segno della croce! E ricordatevi che pure Nostro Signore Gesù Cristo è morto da infame, sul patibolo, che è diventato poi il simbolo della redenzione! Inginocchiatevi, tutti quanti! E segnatevi, avanti! E adesso pure io posso perdonare a chi mi ha fatto male. In primis, al Papa, che si crede il padrone del Cielo. In secundis, a Napulione, che si crede il padrone della Terra. E per ultimo al boia, qua, che si crede il padrone della Morte. Ma soprattutto, posso perdonare a voi, figli miei, che non siete padroni di un cazzo!" (Il Marchese del Grillo, 1981)

un sorso di cheo alle 10:10 | link | commenti (1)| commenti (1) pop up
domenica, 05 aprile 2009

la fredda cronaca

A distanza di quasi due mesi ecco ciò che penso degli Afterhours a Sanremo (non si dica che dò giudizi affrettati).
Prima cosa, si è vero mi dispiace che abbiano optato per il festival ma come si dice tra le amiche della regina d'Inghilterra nella sua sala da the: saranno pure cazzi loro (accento british, plìs).
Seconda cosa: ascolto la registrazione il giorno dopo e Manuel gia parte malissimo stonando terribilmente.
Terza cosa: la struttura del brano è scontata e banale in un modo che stupisce visto che l'ultimo album è spettacolarmente imprevedibile, l'intro con chitarrina e voce...tuo dio (il mio è morto da tempo).
Quarta cosa, il testo: non basta la parola "merda" a risollevarne le sorti poetiche, se aveva velleità di impegno sociale sono nate morte.
L'aspetto positivo: Il singolo è uscito con una raccolta di vari gruppi e cantautori esordienti italiani, di cui la maggior parte veramente underground....così le ragazzine cerebrolese che di solito ascoltano con la stessa nonchalanche Afterhours e Francesco Renga scrivendo frasi emo sul diario e tagliandosi (ma solo un po') il polso, sapranno che esiste pure qualcosa che Maria de Filippi non dice.
Del resto nel 1995 ho scoperto i Massimo Volume grazie a Ligabue e da allora la mia vita non è mai più stata la stessa....ma questa è un'altra storia (io non mi tagliavo già più comunque).
Ma a proposito di Francesco Renga...visto che non usufruisco di mass-media che presuppongano la passività del fruitore, solo casualmente mi sono accorto quindici giorni fa della cover dei PFM assieme ai defunti Marlene Kuntz, la verità è che se l'avessero fatta da soli forse non mi sarebbe dispiaciuta, ma l'autocompiacimento di Godano è ormai insucchiabile (©) e fuori controllo...

Per riprenderci tutti assieme da queste tristi notizie ecco ben tre ciddì di ottima manifattura:

un ciddì: fever ray - s/t (rabid records, 2008)
link: official
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un ciddì: uochi toki - libro audio (la tempesta records, 2009)
link: myspace
link: wikipedia

un ciddì: young widows - old wounds (temporary resistence, 2008)
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un sorso di cheo alle 17:12 | link | commenti | commenti pop up