-racconto in divenire-
versione 0.1
Il Monarca si alzò dalla vasca d'oro, regalo di un petroliere saudita.
Tre giovani veline corsero ad asciugarlo e a cospargerlo di borotalco e unguenti.
Erano sufficientemente cretine, gli avrebbe affidato il nuovo format televisivo: un quiz nel quale previe trenta domande a raffica il concorrente avrebbe avuto la possibilità di un lavoro per un tempo non inferiore ai tre mesi nella stessa azienda per sole 12 ore al giorno.
La forma dei contratti lampo "on demand" (dalle 16, fino alle 24 ore lavorative quotidiane) era infatti ormai la più usata ovunque.
Il Monarca era stanco, nonostante i ventotto interventi di chirurgia e la pulizia del sangue annuale, il peso degli anni si sentiva e si vedeva.
Era stanco, il Monarca, stava perdendo popolarità, lui, il primo Monarca eletto a furor di popolo nel paese, dopo ottocento e passa anni.
Non era dell'opposizione la colpa.
Quella l'aveva decostruita per bene, oramai erano solo un manipolo di persone fortemente controllate e assoldate indirettamente da lui che continuavano a farneticare di Stalin e Lenin, personaggi di cui nessuno (nemmeno loro) aveva più memoria.
No, questa volta il dissenso era popolare.
Non era bastato nemmeno il decreto che garantiva i trasporti gratuiti, per motivi di lavoro a chi lavorava più di 14 ore al giorno.
Qualcuno (soprattutto gli anziani) timidamente iniziava a provare ed esprimere nostalgia per il periodo in cui Lui non c'era.
Era tempo di lasciare il potere al figlio maggiore, ma prima avrebbe dovuto anticipare i tempi di attuazione del Piano, "La festa delle Libertà".
Convocò i generali e il Ministro degli affari Interni d'urgenza.
Espose la sua decisione.
Tutti apparvero visibilmente turbati dalla scelta, ma nessuno di loro poteva in realtà opporsi.
Per ognuno di loro esisteva un dossier, sarebbe stata sufficiente una telefonata per farli cadere.
Così "La festa delle Libertà" prese forma in poche ore, e nel giro di una settimana venne esposta al pubblico.
Per garantire maggiore diffusione, per il lancio, si scelse come fascia oraria quella delle due ore di televisione obbligatoria nelle scuole.
Il concetto era piuttosto semplice: ogni proprietà privata, previo il pagamento di una tassa piuttosto contenuta e il disegno di una bandiera propria da esporre all'ingresso e alle finestre, poteva per le 24 ore della durata della festa, dichiarasi Stato Indipendente Temporaneo.
In questo lasso di tempo e all'interno della proprità privata, nessuna legge se non la propria avrebbe avuto autorità. Tutti gli spazi pubblici e le proprietà non aderenti alla festa avrebbero continuato a sottostare alle leggi del Monarca. Lo stato si sarebbe lavato le mani di qualsiasi accadimento avvenisse all'interno degli Stati Indipendenti Temporanei.
Il primo anno fu un successo.
Le televisioni parlarono a lungo degli eccessi consumati nei vari stati, dai più banali in cui si consumavano droga e sesso in libertà a quelli più originali in cui ad esempio era proibita ogni forma di interazione tra le persone.
Le discoteche si organizzarono accettando prenotazioni last minute a prezzi carissimi dall'estero, promettendo cose mai viste (come la "caccia al cucciolo di panda", o "sevizia i nani")
Ovviamente il Monarca approfittò della festa per risolvere alcuni piccoli problemi interni causati da personaggi facinorosi incontrollabili con l'ausilio dei servizi segreti. Era sufficiente creare uno stato proprio nell'appartamento affianco a quello degli obiettivi e da li farli fuori senza destare troppi sospetti (fughe di gas, proiettili vaganti, etc.)
Vi furono solo 1.198 morti.
Il popolo era entusiasta di cotanta libertà.
Ma il secondo anno fu un successo ancora più grande.
L'anno prima era stata solo una gradita sorpresa, ma questa volta le cose furono pianificate per bene. Si poté assistere così alla nascita dello stato temporaneo di Palestina, a quello degli anticristiani (perlopiù cardinali incappucciati per non farsi riconoscere), con tanto di messe nere e sabbah il tutto per celare una banale enorme orgia.
Ci furono poi le solite incursioni di Star Trek e Guerre Stellari, lo stato in cui era libera l'eutanasia, lo stato in cui si poteva essere gay.
Ma questa era ovviamente solo la parte più pittoresca della festa...nel capannone accanto allo stato temporaneo di Palestina, senza troppi clamori si era instaurato infatti il governo temporaneo "seguaci di Abramo"
Era popolato di persone che in realtà non avevano nulla contro i Palestinesi, ne tanto meno sapevano niente degli ebrei o di Abramo, ma sotto il governo del Monarca avevano accumulato così tanto odio che non riuscivano più a sfogarlo solo sulle mogli, così bastò un leader poco più affabile e retorico degli altri e soprattutto ben armato...anche se l'origine delle armi non fù mai chiarita.
Sfondarono la recinzione di divisione tra i capannoni con un carro armato e fecero irruzione.
Questa carneficina, da sola, si concluse con 832 morti.
Ma il Monarca non commentò ne questo ne gli altri eventi che avevano portato alla morte complessiva di 23.476 persone.
Tutto era previsto.
Furono arrestate pure 2.145 persone che prese dall'euforia avevano continuato oltre le 24 ore.
Il terzo anno l'adesione fu massima.
Chiunque aveva uno stato temporaneo in casa sua.
Gli accadimenti dell'anno prima avevano fatto capire al popolo che sarebbe bastato armarsi bene per risolvere i problemi, col vicino, col collega, con la moglie traditrice.
Gli Stati Uniti esportarono negli stati temporanei 13.000 missili patriot "home edition" a gittata entro i 300 metri al prezzo di una city car l'uno: distruggevano lo stretto indispensabile ad aprire una breccia nel muro e inoculare nell'abitato gas nervino (il Monarca non tollerava che si sporcasse in giro anche se c'era festa). Era sufficiente conoscere le coordinate esatte dello stato da colpire e istruire il missile con qualsiasi computer domestico. Poi ovviamente fucili di precisione, bombe a mano, mine anti-uomo. Si distinse nella carneficina "Germania 33", i cui aderenti si riunirono in una villa privata enorme al centro della capitale, in cima ad una collina, dalla quale poterono colpire 300 Stati Temporanei avversari.
Il bilancio complessivo di questo terzo anno fu di 356.543 morti circa e 312 scomparsi.
Fu l'ultimo anno.
Il popolo chiese via mail al Monarca che non si festeggiasse più "La festa delle Libertà", troppi disagi. Troppi morti.
Il popolo capì che la libertà aveva un prezzo troppo alto e tornò in silenzio a lavorare.
L'anno dopo, con grande commozione e eccitazione, lo scettro passò di padre in figlio.
Ma per molti anni ancora il popolo parlò della festa, di gesta eroiche, di eccidi e di quel Monarca che aveva dato loro così tanta libertà e di loro che erano stati così stupidi da non saperla usare.