sabato, 29 agosto 2009

uccidi anche tu la Sardegna

Per esempio, basta trasformare Cala Luna, Cala Goloritzé, Cala Mariolu e Cala Sisine in Milano Marittima, Ostia, Rimini, con tanto di topi e piccioni.
Come fare?
Primo, barconi incontrollati di turisti: basta farne arrivare una quantità illimitata, migliaia di turisti dalla mattina alla sera, bagnanti incontenibili che si riversano con le loro porcate da mangiare e buttare sul posto, con asciugamani da stendere a 5 cm l'uno dall'altro, con bambini che avendo la colpa di avere genitori cretini cagano nei grottoni anziché nei bagni.
Seconda cosa,i gommoni: Il gommonista dellla domenica arriva a riva col motore acceso, di solito ha dei remi veramente ridicoli a bordo che servono solo per i controlli ma che sono totalmente inutili, tanto chi se ne frega dei bagnanti, del rumore prodotto, ma soprattutto del Mare? Perché i gommoni non hanno una targa visto che ce l'anno pure i motorini?
Terzo, i diportisti della domenica: sono quelli che in città usano il SUV e che al mare devono trovare il corrispettivo mezzo per affermare il proprio io. Sollevano ondate anomale che arrivano fino a 2 metri sulla spiaggia, trascinando con se asciugamani, pinne, maschere e fortunatamente pure qualche bambino.
Quarto, gli yacht: Il padrone dello yacht grande come la tirrenia che sotto il nome di Queen R. ha deciso di offrire ai suoi ospiti una cena esclusiva nei grottoni di Cala Luna, con tanto di puf, torce, gazebo, barbeque e falò....fortunatamente arriva l'autorità costituita, la forestale, che compila un verbale che sicuramente ha fatto tremare il proprietario dello yacht: falò in spiaggia, 200 euro. Io il  testimone oculare.
Insomma se sei un turista imbecille, prendi il barcone in Sardegna e spendi 30 euro per andare a Milano Marittima, affitta un gommone e caga il cazzo a chi in spiaggia vuole stare tranquillo, fai sfoggio fastidioso delle tue sostanze, contribuisci anche tu all'affondamento definitivo della Sardegna, tanto nessuno ti impedirà di fare come ti pare.
Ma non azzardarti, NON AZZARDARTI, a dire che ti piace il Mare, non puoi permettertelo, non questo, se lo dici davanti a me ti partu e conca.
Non dimentichiamo inoltre le amministrazioni comunali di Baunei, Dorgali e Orosei, il cui unico pensiero è, decisamente, l'incasso.
Quando vi accorgerete di aver distrutto quello che avevate di buono vi chiamerò al telefono per dirvi l'odioso: ve l'avevo detto!
Ma tanto a voi non ve ne fregherà nulla comunque.
Per anni ho fatto a piedi le due ore di sentiero che portano a Cala Luna, ma si sa io sono un feticista della Terra e del Mare, mi piace sentirne il contatto, senza filtri.
Per i prossimi anni eviterò accuratamente di farlo in agosto.
L'alba la posso vedere da tanti altri posti decisamente migliori, ma non starò qua a dirvi dove, non mi romperete tutti i giocattoli.
Me ne vado a lavorare in montagna per un po'.
Magari mi stanco così tanto da smetterla di lottare contro mulini a vento.

un ciddì: echoes of yul - s/t (2009)
link: myspace

 

un sorso di cheo alle 13:22 | link | commenti (1)| commenti (1) pop up
domenica, 16 agosto 2009

riprendo

Semplice.
Una teglia di melanzane alla parmigiana.
Birra Ichnusa.
Formaggio casiggiolu e pecorino.
Pane carasau.
20 ore di sonno quotidiane circa.
Qualche serie di Dexter.
...e posso pure sorridere

...e ancora non sono andato al mare...

un ciddì: erode - tempo che non ritorna (2004)

un sorso di cheo alle 16:08 | link | commenti (2)| commenti (2) pop up
mercoledì, 12 agosto 2009

siccome è tardi

Siccome è tardi per lavorare,
siccome è tardi per cercare di riparare al furto di due anni di lavoro,
siccome mi sento improvvisamente molto vecchio,
siccome dovrò rinunciare per un lavoro a due settimane aggratis a Pantelleria,
siccome i potenti sono i più vigliacchi,
direi che ho abbastanza merda da smaltire per i prossimi giorni.
Quindi ciao.

un ciddì: chico magnetic band - s/t  (disques vogue, 1971)

un sorso di cheo alle 15:09 | link | commenti | commenti pop up
lunedì, 10 agosto 2009

le meraviglie del mondo naturale

Il seguente brano è tratto dal documentario "Le meraviglie del mondo naturale", prodotto dalla Stebranzoni & Cazzapreti, con voce narrante di Maurizio Seimandi (1986).

"...ma è soprattutto durante l'estate, che l'anziano esce dalle tane o durante le prime ore del mattino o al tramonto, reimpossessandosi delle strade e delle code alle poste e in farmacia.
Quasi ad affermare la sua territorialità, l'anziano esprime la sua esistenza semplicemente con la presenza, talvolta immobile e solitaria, oppure in piccoli gruppi moderatamente animati, ma sempre nell'unico posto in ombra disponibile.
 L'anziano non ha bisogno di mingere in corrispondenza dei confini per esprimere il possesso del territorio, basta la sua presenza e lo sguardo di disapprovazione verso ogni essere umano di età inferiore ai trenta anni. Talvolta i gruppi possono essere composti anche di 4 o più individui, quando l'anziano con i suoi simili si raduna nelle piazze per l'ormai sempre più rara "partita di briscola". Tale rituale, ha la finalità di stabilire la supremazia dell'anziano-alfa, il capobranco.
Non tutti possono partecipare alla partita, coloro che non possono farlo osservano il tutto ritti su due zampe, esprimendo ora disapprovazione o commentando a bassa voce con l'anziano più prossimo.
L'anziano che non partecipa alle partite è di solito quello che si può ritrovare nel negozio o dal macellaio o davanti a qualsiasi transenna dove ci siano lavori in corso, la sua territorialità di solito si esprime con motti di stizza nei confronti del caldo, con frasi che possono andare dalla sempre efficace: "Alla televisione hanno detto che è l'estate più calda dal 1943, pensi che nel '43 io....", fino alle più ricercate :"L'inquinamento, è per quello che fa caldo, che quando ero bambino io le pesche le mangiavamo dall'albero...".
Non c'è una durata precisa in questo tipo di rituale, la rievocazione di un ricordo da parte di una anziano può avere la durata di cinque minuti come di tre giorni.
Talvolta la serie può essere interrotta con stratagemmi dagli altri esseri viventi.
Uno di questi è rispondere: "D'altra parte è così!", anche se nell'anziano funziona poco perché durante la rievocazione mnemonica raggiunge una sorta di estasi che impedisce l'ascolto di qualsiasi tipo.
Il più efficace metodo per interrompere tale rituale è lo shock.
Il giovane individuo può ad esempio prorompere con un enorme rutto, o fingere un malore e gettarsi a terra come tarantolato.
Un raffinato metodo consiste nel gettare dei medicinali in un angolo a terra e approfittare della distrazione dell'anziano per azzardare una fuga.
A volte la serie mnemonica può essere molto interessante, ma in questo caso l'anziano improvvisamente cambierà filo del discorso o deciderà di andare via che ha lasciato una pentola sul fuoco...
Nelle ore più calde del giorno e dopo il tramonto, l'anziano si rifugia nella tana, ma non per dormire, l'anziano non dorme mai, soprattutto in estate..."

un ciddì: gianni rossi - gutterballs (2009)

un sorso di cheo alle 13:22 | link | commenti | commenti pop up
domenica, 09 agosto 2009

clinica

Pomodori.
insalata verde.
Carote.
Mozzarella.
Olive.
Olio d'oliva e sale.
Pane carasau.
Ceres.

Ma è davvero così difficile per gli americani mangiare così semplicemente?
Il mio stomaco,lentamente, ringrazia.

un ciddì: giardini di mirò - il fuoco (2009)
link: official
link: myspace
link: wikipedia


giudizio lapidario: gran bell'album

un sorso di cheo alle 19:45 | link | commenti | commenti pop up
venerdì, 07 agosto 2009

sunto

A Nuova York c'é un simpatico negozio di articoli da montagna dove per la modica cifra di un rene, una cornea e altri organi spicci, io ed E. abbiamo comprato una tenda, di quelle che fanno invidia al vicino di tenda, e altre amenità.
Forti del nostro acquisto, finito il corso, decidiamo di partire.
Senza prenotare nulla.
La nostra meta era Saranac Lake, nell'Adirondak Park.
Semplicemente ci ispirava il nome ed era una delle mete più interne del parco.
Non sapevamo esattamente cosa ci fosse ma da gugol maps si vedono un sacco di foreste e di laghi.
Ma il giorno dopo un corso di statistica durato una settimana, le sinapsi non collaborano moltissimo e parlano tra loro solo di matematica da bar.
Così andiamo con gli zaini direttamente alla stazione dei bus, belli come il sole.
Non c'è, ovviamente, nessun diretto per Saranac Lake fino all'indomani.
Non importa.
Partiamo lo stesso.
Per il posto più utile in direzione del nostro obiettivo finale.
Partiamo per Albany.
Albany è interessante e piacevole come la periferia di Nuoro a ferragosto.
Al contrario dell'autista dell' autobus, un ubriaco capisce al volo il nostro inglese da bar e ci indirizza con sicurezza verso il Motel 6.
Il motel più cheap di Albany.
Era il mio sogno di una vita passare la notte in un motel americano.
E devo dire che era pure pulitissimo.
E non c'era nemmeno Henry Bates alla reception.
Autostop fino al campeggio.Nessun posto nel campeggio, ma fanno un eccezione.Diamo da mangiare ad un simpatico scoiattolo che chiamiamo nocciolino, riferito alle dimensioni del suo cervello.
Pessima idea.
Nocciolino (che verrà ribattezzato, per comodità, nocciolino di merda), ci rosicchia le cuciture della tenda costata quanto due tette di silicone, per fotterci un biscotto.
Al cioccolato.
Mentre dormivamo.
Ma tutto sommato la settimana è andata bene.
Siamo sopravvissuti alla pioggia.
Al cibo.
Al fatto che non potevamo bere alcolici per strada se non in sacchetti di carta.
Al fatto che non potevamo bere alcolici da nessuna parte o quasi senza far vedere la carta d'identità.
Al campeggio libero.
Alle zanzare.
Al torneo di rugby.
Alle serate al "water hole".
Con i rugbisti ubriachi.
Alle 9 ore di autobus di ritorno a NY col traffico del rientro domenicale.
Alle due ore passate a parlare col vecchietto portiere dell'ostello in attesa del padrone.
Al fatto che il padrone dell'ostello ci abbia buttato fuori dall'ostello perché nonostante ci fosse posto, nonostante avessimo soldi e documenti, non avevamo prenotato.
A brooklyn.
A mezzanotte.
Al viaggio insonne del giorno dopo.
Al jetleg.
E pure al controllo passaporti.

...e allo shock culturale del ritorno nell'innominabile città.

un ciddì: kasabian - West Ryder Pauper Lunatic Asylum (RCA, 2009)
link: wikipedia


un sorso di cheo alle 12:58 | link | commenti | commenti pop up