Dovevo andare nel bosco.
A tre ore e mezza di macchina dal posto dove vivo.
Per alloggiare in un posto con settanta abitanti dove il cellulare non prende.
Con un secchiello di vernice ed un pennello.
A ripassare palmo a palmo dei boschi che vanno tagliati.
Poco tempo più pioggia.
Fango.
Pendenze mooolto forti.
I primi due boschi sono andati abbastanza lisci.
Come sempre mi sono tenuto il dolce alla fine.
Il dolce doveva essere un bosco da destinare all'"avviamento ad alto fusto".
Per intenderci, doveva diventare un bosco di quelli belli, alti, con piante belle grosse, il bosco delle fiabe.
Siccome quest'ultima parte mi piace molto, ho accettato ben volentieri.
Di camminare per un ora nel fango, di portarmi appresso quattro chili di vernice, di affrontare il tempo incerto, di fare un'ora di strada senza sentiero tra i ginepri e i rovi, di cascare più volte ricoprendomi di vernice e colorando una merda di vacca di un simpatico rosso-arancio.
Il bosco non c'era.
Qualche buontempone ha deciso di tagliare senza permesso il bosco delle fiabe allo stesso modo con cui il barbiere taglia i capelli ai militari.
Frustrazione è la parola più consona al mio stato d'animo.
La faccia della medaglia migliore mi fa vedere però il gran sasso innevato all'alba, dei posti che forse non avrei mai visto,un cane che su tre zampe ci ha accompagnato tutto il tempo tenendoci compagnia in cambio di un tozzo di pane (ribatezzato "zoppeus", che in greco antico vuol dire saggezza) e del buon vino.
un ciddì: claudia is on the sofa - sweet daisy (autoprodotto,2009)
link: myspace